una dolce morte
siamo stati insieme dieci anni
quasi undici
insieme abbiamo montato e impastato
uova panna crema cioccolato burro
non ci siamo fatti mancare niente
e poi i gelati
e tutti gli accessori
tantissimi
dieci anni in cucina
mai un trasloco
come me stanziale
solido energico
un compagno affidabile
mai un errore
non come il forno
che è un dispettoso traditore
no
il mio kitchenaid era diverso
era affidabile
era
perchè oggi è morto
anche se spero sia solo in coma
che mio marito
il dr. house
mi tranquillizzi stasera e mi dica
cara ci penso io
e lo faccia rivivere
per ora però è muto
fermo
non gira
morto
dopo avermi aiutato a fare la crostata di ricotta
una delle mie tante voglie
perchè mi ero messa lo smalto nuovo
april
e pensavo alla primavera
e volevo anticiparla
con il gusto della ricotta
che mi vengono in mente la sicilia e il mare
la crostata è fatta
terminata nel lutto e nel dolore
l’odore di frolla
il ricordo
di lui sul banco da lavoro
di me
che gli chiedevo dolcezza
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donne, una Spa per tutte!
12_a_bellezza-spa-casa-trattamenti-fai-da-te.shtml
Paola Tavella, giornalista, scrittrice, insegnante di yoga, brava cuoca di rana pescatrice, amica ma soprattutto donna di fede giallorossa, racconta in questo articolo di come e perchè si riunisce con le sue sorelle
per un intero pomeriggio organizzano una spa privata
si mascherano, si infangano, si scrubano, si mummificano
si fanno belle e conoscendo paola si fanno anche due risate
le sorelle tavella sono un esempio di quello che potremmo fare tutte noi
soprattutto ora che è tempo di crisi
prendiamoci cura di noi stesse
insieme
formiamo un gruppo
amiche parenti vicine di casa
e dividiamo i compiti
ci sarà quella con la mano ferma che metterà lo smalto
quella brava a fare la ceretta
quella che farà la tinta
e così via
organizziamoci alternando la casa
conciliando gli orari
lasciando i figli ai papà
senza ansie e sensi di colpa
quando i figli stanno con i papà stanno benissimo
formiamo la nostra spa di bellezza
coccoliamoci con le tisane e le risate
saremo più belle
e non solo fuori!
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Etichette: Paola Tavella
sono figlia di una donna che nel ’68 si è iscritta a lettere
di una donna che potremmo definire in quei tempi femminista
sono figlia di una donna molto colta e intelligente
e questo ha fatto la differenza più del resto
quando eravamo piccolini la mia mamma comprò un libro con le figure in cui si spiegava come nascevano i bambini
e quello che si faceva prima della nascita
molto prima
spiegava anche cosa era il sesso
e a noi veniva da ridere davanti a quel pisello disegnato dritto!
la mamma ci fece quindi educazione sessuale tra disegni e risate
ma fu molto chiara
poi ogni volta che andava dal ginecologo mi portava con lei
era il ginecologo che mi aveva fatto nascere
e pensavo che volesse fargli vedere come crescevo bene
invece lei voleva solo che prendessi confidenza con il camice bianco
con il medico
e così la mia prima visita ginecologica fu tutt’altro che imbarazzante
così come non fu imbarazzante comunicare ai miei genitori che una certa storia d’amore era una storia seria e che avrei iniziato a prendere la pillola
ai miei genitori certo
perchè in tutto ciò mio padre è sempre stato presente
magari parlava meno di mamma ma sapeva ascoltare
e diceva alla fine sempre la stessa cosa
“qualunque scelta tu faccia nella vita io ti sarò vicino e ti aiuterò”
mia madre mi insegnò che se volevo gestire l’utero dovevo conoscere come era fatto e come funzionava
e che dovevo farmi visitare con una certa regolarità
sono vent’anni che faccio il pap test ogni anno!
mi insegnò che non c’è nessuna libertà se c’è ignoranza
il sesso libero senza sapere a cosa andavo incontro poteva diventare una gabbia
mi fece educazione sessuale sentimentale e medica!
mi spiegò l’importanza del preservativo e del rispetto
non dovevo temere le gravidanze indesiderate
ma gli uomini senza desideri
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Etichette: sesso
io odio Elle Macpherson!
sono in montagna e leggo riviste femminili
quelle che ci dicono cosa portare come quando e perchè
di solito il perchè è sempre per essere sexy
e tanto per farci capire bene cosa siamo e invece dovremmo essere
una di queste riviste piazza ben due foto di elle macpherson
una all’inizio e una alla fine del giornale
così da non potertene dimenticare
nelle prime pagine compare elle detta the body che esce dalle acque australiane dopo aver fatto surf
47 anni 2 metri di gamba tonica 1 sorriso smagliante
perfetta
semplicemente perfetta
l’altra foto
qualche pagina dopo
è di lei in montagna
dove tutte sembriamo omini michelin imprigionate nei piumini
coperte da sciarpe e cappelli
ma lei no
chic e sempre sorridente
perfetta
e io la odio
la odio perchè la invidio
e sì diciamo la verità una volta per tutte
noi donne invidiamo quelle belle
certo non è molto intellettuale da parte mia invidiare una donna solo perchè ha più anni di me un corpo fantastico è sportivissima sorridente come se per lei non esistesse la fatica
io se provo ad uscire dalle onde australiane dopo aver fatto surf …è già tanto che riesca ad uscirne senza essere stata divorata da uno squalo!
dovrei dire
lo so
che le rughe mi piacciono perchè raccontano quello che siamo
ma anche elle le ha
solo che le sue non raccontano palle come le mie!
dovrei dire che non mi curo del sedere moscio
che ho altro a cui pensare
ma sinceramente davvero mi interessa che qualcuno guardando il mio culo pensi se sono intelligente oppure no?!
dovrei invidiare il cervello?
ma quello ce l’ho anche io!
e se la macpherson fosse anche intelligentissima?!!
perchè noi questo non possiamo escluderlo…
ma quello che vedo io sono foto
e la invidio nella sua fisicità senza cellulite
certo la notte riesco a dormire serena
e non credo ci sia niente di male ogni tanto sognare di essere come lei
lasciatemi quindi il mio odio
lo covo con ironia!
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Etichette: Elle Macpherson
Aborto, in ospedale non si può.
ecco mi dispiace un po’ finire l’anno con questi numeri
ma quest’articolo come non ha lasciato indifferente me non deve lasciare indifferenti neanche voi
un articolo sull’aborto
anzi sul numero dei medici che non lo praticano perchè scelgono l’obiezione
il 90 per cento
ve lo ripeto
90 per cento
ora leggete l’articolo e riflettete
io lo sto facendo
e mi chiedo cosa possiamo fare concretamente
mio nipote
futuro medico
provocatoriamente propone
una muraglia cinese intorno a Piazza San Pietro, ma senza porte
sarà anche una provocazione
ma pensiamoci….
Aborto, in ospedale non si può
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il cappon magro
sarò sincera
il natale mi piace
mi piacciono i regali
quelli che ricevo io e quelli che scartano le bestie
che ogni anno dicono
è il natale più bello della mia vita
dei regali mi piace l’attesa
aspettare la mezzanotte
scendere al piano di sotto e trovare i pacchetti
e i bambini che cercano le tracce di babbo natale
mi piacciono le lucine
sull’albero
sparse per casa
in giardino
e mi piace cucinare
veramente mi piace cucinare sempre
anche in un martedì qualunque
siamo una famiglia numerosa
siamo tanti e allargati
più ovviamente cani e gatti
quindi bisogna cucinare per molti
ci ritroviamo tutti il 24 sera
si preparano due tavole
perchè in una sola non ci stiamo
e mangiamo il cappon magro
che è un piatto ligure e buonissimo
con una preparazione lunga
fatta di passione e pazienza
verdure pesce crostacei ostriche e una salsa verde che tiene il tutto
intanto è bello ancora prima di farlo
andare a comprare gli ingredienti
soprattutto se abitate a genova
c’è il mercato orientale dove trovate tutto
io invece frammento
e vado dal besagnin per le verdure
a sottoripa per i pinoli e il mosciame
nei vicoli per le gallette
al pesce ci pensa mio marito
e non fate battute sceme!
comunque
vi servono le gallette del marinaio che farete ammorbidire con acqua aceto e sale tra due piatti per un giorno più o meno
1 cavolfiore
1 rapa rossa cotta alla brace
3 etti fagiolini
1 sedano
2 carote
2 etti di patate
2 mazzi di scorzonera
1 mazzo di asparagi
6 carciofi
lessate le verdure tutte separatamente
io ho usato il microonde che cuoce a vapore
una figata
si risparmia tempo e non si sporcano pentole
dopo il bidone aspiratutto l’acquisto più intelligente della mia vita
poi una volta cotte le condite sempre separatamente con olio (che sia buonissimo e a bassa acidità) aceto e sale
tranne i fagiolini la scorzonera le carote e i carciofi che condirete con olio e limone e sale
ora occupatevi del pesce
ombrina per esempio
e lessatelo come si fa per il pesce cioè mettendo nell’acqua gli odori
pulitelo togliete le spine fatelo a pezzetti e conditelo con olio limone e sale
poi prendete l’aragosta e non fatevi intimorire o intenerire
bisogna ammazzarla e bisogna che sia viva
legatela stretta a un tagliere di legno per esempio
io uso la pesciera
e affogatela nell’acqua bollente
svuotatela pulite bene il carapace e condite la polpa come il pesce
lessate i gamberi e gamberetti
io l’ho lessati nell’acqua di cottura del pesce
e preparate la salsa
ora
della salsa vi do due versioni
una molto genovese con aglio
una più deliacata senza
io la faccio senza aglio
frullo come se dovessi fare un pesto
2 etti di pinoli
3 etti di prezzemolo
1 vasetto di capperi sott’aceto
2 uova sode
la mollica rafferma di una pagnottina fatta rinvenire con acqua e aceto
olio a filo
assaggiate e regolate di sale olio e aceto
versione agliata e strong
6 etti prezzemolo da pulire
1 etto pinoli
3 spicchi aglio grossi
olive snocciolate
80 g capperi
1 vasetto acciughe
3 rossi uovo sodo
2 bicchieri olio oliva
1 bicchiere aceto
mollica di pane bagnata in aceto abbondante
fatta la salsa non ci resta che comporre il piatto
io faccio così
prendo un’insalatiera a cupola molto grande
la rivesto con la pellicola e faccio uno strato sottile di salsa verde
poi faccio tutti strati di verdure e pesce alternati con la salsa
divertitevi con i colori
per ultimo metto uno strato di mosciame a fette sottilissime circa 50 gr. e chiudo il tutto con le gallette del marinaio
ricopro con la pellicola e lascio riposare in frigo per 1 giorno intero
mi riposo anche io e arrivo alla sera della vigilia tutta bella e profumata
1 ora prima di servire sformo il capolavoro
lo ricopro con la salsa verde avanzata i gamberi e gamberetti uova sode olive verdi di spagna in cima l’aragosta ripiena con la polpa che avevo già lessato e condito
e tutto intorno un bel giro di ostriche
bevete champagne e non ci pensate!
per i dolci ho ordinato da villa pandolce alto basso carammellati cioccolatini torroni frutta candita…
ma per capodanno vado da rosa e il pandolce lo preparo io
che porta bene!

foto di edoardo la porta
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Etichette: cappon magro, natale
i (miei) bambini e la filosofia
ieri
mio figlio grande ad un suo compagno di classe
“sai la mia mamma lavora per una casa editrice molto importante, fanno libri di filosofia e la mia mamma conosce un sacco di scrittori e di filosofi, anche io, io conosco benissimo simone regazzoni che è troppo un grande un grandissimo, è un filosofo ed è amico mio, un giorno sono andato al palazzo della banca di germania perchè c’era simone che parlava con vattimo che è un altro filosofo importantissimo e famosissimo e parlavano di heidegger che è un filosofo ma morto che io ho letto, e vattimo poi faceva delle battute divertentissime e parlava anche di gesù e di chiesa e io ridevo…alla fiera del libro a roma mia mamma la conoscono tutti e la salutano, mia mamma conosce un sacco di gente famosa quindi è famosa anche lei”
ecco
mentre parlava pensavo che per mio figlio i libri sono un po’ come il grande fratello per tanti altri
conoscere scrittori e filosofi è come conoscere i concorrenti di ballando sotto le stelle
regazzoni per lui è un po’ come morgan per me
un mito!
p.s. anche tommaso ha conosciuto vattimo
ma tommaso è un bambino concreto
“adesso dove vai?”
“prendo il treno” ha risposto vattimo
“allora tieni ti do i mandarini che se ti viene fame…”
i filosofi nutrono l’anima
tommy nutre i filosofi
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Etichette: filosofia, Gianni Vattimo, Martin Heidegger, Simone Regazzoni
per babbo G natale
quest’anno per natale voglio un tappeto
che non voli però
anzi ben ancorato alla terra
attaccato appiccicato legato al parquet
che non abbia del blu
che sia rosso grande e resitente
antico
con un tocco di nero di estro e di zenzero
furbo tanto basta per andare d’accordo con il divano di pelle nera e le sedie wassily color avorio e il tempo che passa e segna
capace di reggere il peso del tavolo in teak con l’argenteria della nonna e della zia i libri di arte e i draghi abbandonati dai figli
un tappeto da meditazione
ma anche da mangiamo una pizza davanti la tele
che sappia accogliere i miei gatti
come ho fatto io
una cuccia gigante di seta di fili e di sogni
quest’anno per natale voglio un tappeto
ma se apro il pacco e trovo solo il tuo sorriso
sono felice lo stesso
perchè sei la casa che abito
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Etichette: Babbo Natale
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