ora
provate a chiudere gli occhi
pensate per un momento ai luoghi che frequentate abitualmente
alle strade ai negozi
e immaginatele piene di fango
pensate di ritornare a casa vostra e trovarla devastata dall’acqua
o di doverla abbandonare di corsa
per mettervi in salvo
pensate per un momento
ai vostri figli
e pensate di morire
tenendoli stretti a voi
pensate di essere dall’altra parte della città
e non riuscire a raggiungere i vostri cari
pensate ai bambini sui tetti delle scuole
e ai carabinieri che cercano di rassicurarli
chiudete gli occhi e pensate
per un momento soltanto
che quello che fino a ieri vi sembrava così importante
può essere letteralmente spazzato via
in pochi minuti
come questi che vi sto chiedendo per leggere
siete davanti al pc come tutti i giorni
persi in una rete di discussioni infinite e senza senso
o con l’unico senso di pubblicizzare voi stessi
allora per un momento
chiudete gli occhi
pensate a come sia tragicamente facile morire oggi
e a come oggi sia tragicamente femmina questa morte
chiudete gli occhi e pensate a tanti giovani
quelli che magari avete giudicato superficialmente
con la vostra arrogante saggezza di vecchi
e immaginateli sporchi con le mani segnate come il loro futuro
immaginateli a spalare fango
ma non quel fango di cui parlano alcuni quando non sanno che dire
ma proprio fango
quello che ti resta addosso anche se ti sei lavato
che ha l’odore di una città distrutta
pensate a questi giovani
e alle donne
tantissime
non quelle che si interrogano se la rivoluzione debba avere il rossetto o no
ma a quelle donne che magari il rossetto se lo mettevano felici di sorridere
per essere riuscite ad avviare un’attività da sole
e che ora si ritrovano a spalare sogni e indipendenza
ora aprite gli occhi e guardate il figlio che oggi saluta la mamma
morta a genova nell’alluvione di venerdì 4 novembre 2011
guardate il dolore e l’impotenza
sei donne sono morte per un rivo d’acqua
e per un torrente di superficialità
aprite gli occhi
vi prego
guardate genova
e pensate al vostro futuro