se dovessi iniziare a fare l’elenco delle cose belle che appartengono a paola tavella probabilmente non finirei più
la visione che mi sta regalando della vita è strabiliante
e tra le tante cose belle che ha ci sono anche gli amici e le amiche
oggi per esempio ne ho incontrata una
fulvia bandoli
e ho condiviso le sue parole
chiare e dirette
e le condivido ora con voi

“Ci sono tanti uomini e anche molte donne e alcuni giornali come La Repubblica e molti altri che pensano che debbano essere prima di tutto le donne ad occuparsi della violenza e del femminicidio in corso da anni. E non lesinano complimenti nei nostri riguardi dando spazio agli appelli e dicendoci che siamo bravissime nel raccogliere tante firme e nel fare belle manifestazioni. Eppure la violenza sulle donne è cosa che riguarda in primo luogo gli uomini, perchè sono uomini quelli che usano violenza alle donne. Sono gli uomini che devono cominciare a parlarne, a raccogliere firme, a sfilare nei cortei, sotto un appello che aspetto di vedere da tanti anni e che dovrebbe cominciare così…”Io non ho mai usato violenza ad una donna e chiedo ai miei simili, agli altri uomini, di non farlo”. Cominciate ad organizzarvi che sarebbe un segnale rivoluzionario nel costume, nel simbolico e nella cultura di questo paese. Siete in ritardo di qualche decennio, ma non è mai troppo tardi per dire concretamente che rispettate e avete capito la libertà femminile.”

e ancora

“Non è una provocazione ma una proposta concreta rivolta al direttore di Repubblica e di altri giornali, così attivi a spronare le donne a manifestare in certi momenti. Caro dott Mauro organizzi lei assieme ad altri direttori di giornale una grande manifestazione di uomini contro la violenza sulle donne e contro il femminicidio. Noi donne saremo sui marciapiedi per guardarvi e magari anche per applaudirvi. Sarebbe sicuramente un atto simbolico e concreto fortissimo: le donne vanno in piazza contro la violenza da decenni,che non ci siano mai andati gli uomini è invece una vergogna, segnala un ritardo intelletuale, morale, una sordità verso la libertà femminile che non possiamo più accettare.”