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quando ci incontravamo io dicevo le mie solite cose stupide
e lui aveva quel modo di ridere
con gli occhi….

Venerdì 30 novembre, alle ore 18.00
presso La Feltrinelli di Genova (via Ceccardi)
Stefano Gallerani presenta il suo primo libro Albacete (Lavieri edizioni).
Intervengono Simone Regazzoni, Andrea Bajani e Francesca Romana Gallerani.

Divertente e tragico, Albacete si presenta come una suite di variazioni sullo stesso tema che domina e affascina il pensiero dell’autore: la febbrile violenza intellettuale dell’essere umano sugli esseri umani.
Albacete, dall’arabo «La Pianura», è un luogo della Mancha. Su questo piano infinito, provincia dell’insania di Chisciotte, si dipartono da secoli le strade della letteratura moderna. I quattordici racconti che compongono il libro escono dall’idea disabitata del Romanzo – di cui il modello cervantino è, a sua volta, assoluto e negazione –, tracciano un camminamento dentro il doppio e la follia.

Ora un melanconico Quijote, ora una fanciulla nutrita di troppe, malintese letture, ora un capitano di vascello su mari tropicali, tutti i protagonisti hanno un filo che li collega, una forma narrativa, ovvero un’immagine del tempo: costoro, come in una corrispondenza tra fantasmi, sono scrittori di lettere, resoconti, note, diari e biografie. Sempre in bilico tra la confessione e il soliloquio, via via che il senso del mondo si sgretola, vengono funestati da un sosia perverso o dalla sua latenza, in un fluire incessante e circolare delle personalità, dove i figli allignano nel campo psichico dei genitori, e i fratelli prendono il posto dei fratelli. Letteratura e realtà appaiono, qui, due rive dello stesso fiume.

Nell’enigma, nell’oltremondo in cui restano recisi, personaggi e accadimenti – lo dice il narratore – sono «interni con figure»: certi emblemi, le nature morte, certi archetipi narrativi (talora solo un accordo di fantascienza) chiudono con una tradizione del racconto, il soggetto sfuma in un’altra luce, «veramente in una luce nuova». Ravvolta da un mistero esemplare, la sua voce, limpida quasi incisa al microsolco, dopo essersi sdoppiata, torna a distruggere l’eufonia e, con essa, ogni principio di realtà.
Come un Grande Vetro duchampiano, dal «cimitero delle livree e delle uniformi», da questo fondo segreto emerge, disorchestrato, l’inconscio letterario di un’epoca.

Stefano Gallerani è nato il 4 ottobre del 1975 a Roma, dove vive. Collabora con Alias, supplemento letterario del quotidiano il manifesto, con le riviste Il Caffé Illustrato e L’Illuminista. Altri contributi sono apparsi su Alfabeta2, su Il Giannone, Allegoria e Reportage. Il suo primo racconto è uscito sulla rivista Sud.

“caro babbo natale….poi papà che devo scrivere?”
“caro babbo natale io quest’anno sono stato…come sei stato?”
“caro babbo natale come sei stato?”
“no babbo natale tommaso, tu com sei stato quest’anno?”
“caro babbo natale io quest’anno sono stato…felice!”

ecco questo è tommaso un bambino che è stato felice!

Luciana Littizzetto, cari uomini dire “Ti amo” non provoca impotenza

secondo la stampa
la littizzetto scrive quello che le donne non dicono ma pensano degli uomini
è evidente che in quel giornale nessuno si è accorto che noi donne ci siamo evolute
e cosa ancora più incredibile si sono evoluti anche gli uomini!
la littizzetto ha scritto l’ennesimo libro noioso che però dovrebbe farci ridere
ironizzando ancora sullo stereotipo dell’uomo che non si lava
cara luciana
una donna non è emancipata perchè prende per il culo il proprio compagno!
questo non è umorismo
per favore
basta riempire le librerie con questi orrori

C’è un Nuovo che avanza
Un nuovo di 62 anni
L’uomo nuovo di cui l’italia non poteva fare a meno
Flavio “il moralizzatore” Briatore
Elegantissimo nel suo completo blu scuro con la t-shirt
Perché come ha spiegato lui ad un concorrente di the apprentice
Lui è lui e si può permettere la magliettina sotto la giacca
Gli altri no perchè non sono un cazzo
Entra nelle simpatie degli italiani dal televisore
Con un programma in cui interpreta l’uomo d’affari
Scusate è davvero un uomo d’affari
In cerca di collaboratori
Saltando così la trafila
Capisco noiosa per uno che vive tra montecarlo londra e malindi
Dell’ufficio di collocamento
E io non mi sono persa una puntata
Mentre seguivo le prove alle quali erano sottoposti i partecipanti
Mi sentivo sempre più un genio del business
Alla fine ha vinto quello che ha organizzato il party migliore
Questo insomma cercava Briatore un capo animatore
E con lo stesso spirito deve essere andato come ospite da Santoro
Come imprenditore del lusso e del divertimento
Perché come ha cercato di spiegare in un italiano molto difficile da tradurre
L’italia è un grande parco giochi
Basta quindi investire in un po’ di billionaire sparsi qua e là per la penisola
E passano i problemi
Problemi che naturalmente sono il frutto di una sconsiderata gestione politica
Ecco allora il moralizzatore con il dito puntato contro i politici
Ma con il braccio intorno alla spalla di Berlusconi
La colpa è della costituzione perché è vecchia
Dei partiti perché dracula dello stato e della pubblica amministrazione
Su twitter elimina politici così come elimina concorrenti
“Fini….sei fuori!”
Ma guai a parlargli di tasse come fa l’economista Penelope
Una donna dal buon carattere che per mestiere mette insieme dei numeri e sa pure analizzarli
Ma che rompe solo i maroni come le ha carinamente detto il moralizzatore
E che pare non abbia il diritto di parlare perché
Come quasi tutti noi
Non ha 1200 dipendenti come lui
Beh è vero
Anche se nel suo piccolo Nunzia Penelope dà lavoro con i suoi libri a editor grafici editori librai uffici stampa giornalisti e a tutti quelli che ruotano intorno al mondo forse sconosciuto per Flavio della cultura
Ma come ha voluto farci capire lui è l’uomo del fare
E fa pure il beau geste di dare un aiuto economico alla figlia di un malato di sla
Gesto bello che non cercherò di liquidare come elemosina o furbata televisiva
vorrei solo ricordare a Briatore che in italia si stimano circa 3.500 casi di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica e 1.000 nuove diagnosi all’anno
Non voglio certo che dia 500 euro al mese a tutti
Ma che se lo ricordi la prossima volta che parla di stato sanità e fisco
che se lo ricordi da imprenditore
E lo ricordi ai suoi amici con cui allegramente twitta contro Marco Travaglio
Uno tra tutti Massimo Boldi che chiede a Briatore “chissà se loro sono puliti come fanno credere?”
Già cipollino che ha avuto anche lui in passato qualche controllo da parte della guardia di finanza e che dichiarò “«Le tasse che ci impongono sono tante e troppe, uno arriva ad un certo punto che evade per forza»
Per colpa dell’ evasione forzata ora abbiamo sempre più consistenti tagli alla sanità e all’istruzione
E sarà anche vero come dice Briatore che una laurea non è poi così importante
l’ha dimostrato diventando “qualcuno” con un semplice diploma
Ma se avesse studiato un po’ di più forse sarebbe anche riuscito a farci capire meglio come è diventato qualcuno
Perché io tra i soggetti al singolare e i verbi al plurale
Ho capito solo che è stato molto scaltro e furbetto
O forse potrei farmelo spiegare dalla famiglia Benetton…

Il pianto di Obama è sincero, altro che Fornero di Lidia Ravera

il pezzo è talmente sconclusionato da essere quasi innocuo
dico quasi
perchè in realtà un motivo per temere questo genere di scritti c’è
e arriva alla dodicesima riga
quando lidia ravera definisce obama “”bello come una donna e forte come un uomo”
cosa c’è di più sessista e maschilista di queste parole?!?
eppure lei è una “femminista”
allora mi sento un po’ confusa….
secondo voi se le dico che è bella come un uomo e forte come una donna si offende?